tornare@itaca

tornare @ Itaca

viaggio come ritorno nella geografia delle emozioni

a cura di  Mimma Pasqua e Franco Gordano

dal 13 al  25  settembre  2008

 

Salvatore Anelli, Patricia Bueno, Luciano Castellano, Luce Delhove, Mavi Ferrando, Franco Flaccavento, Rebecca Forster, Cesare Galluzzo, Alfredo Granata, Helene Gritsch, Anna Lambardi, Pino Lia, Giorgio Longo, Ruggero Maggi, Nadia Magna bosco, Marilde Magni, Marco Magrini, Tonino Milite, Giuseppe Miniaci, Daniela Miotto, Giglio Pasotti, Salvatore Pepe, Lucio Perna, Lucia Pescador, Tarcisio Pingitore, Antonio Pugliese, Alfredo Pizzo Greco, Mirella Saluzzo, Vincenzo Trapasso

 

presentazione delle opere e alcuni momenti dell'inaugurazione della mostra a Vertigo

 

 

momenti di lettura di alcuni brani poetici di: Mimma Pasqua, Franco Araniti e Franco Gordano

 

 

Ora l’Artista è tornato alla sua Itaca attraversando il mare della memoria e il mare è il grembo che lo contiene. A volte basta un’onda flessuosa a suggerire l’immagine della grande distesa. Così il bassorilievo in legno di Mavi Ferrando nella bidimensionalità che affascina l’artista. Ma l’immagine del mare è suggerita anche dalla scultura in ferro e inserzioni di ottone di Pino Minìaci che, con forme convesse e linee spezzate e curve sembra alludere alla prua di una nave, o a quella seghettata di una gondola, o alla luna incavata di occhi/vulcani e quindi al movimento dell’acqua. Facciamo finta che…… L’artista ha uno sguardo bambino. Scruta il mondo, lo esamina, lo analizza per poi sognarlo e ricrearlo. Il gioco si fa scoperto in Marilde Magni. La sua barchetta di fili di rame intrecciati naviga nelle acque tranquille di una superficie specchiante, riflettente l’azzurro di fiocchi di lana. E le formiche di Ruggero Maggi sembrano concludere il loro inesausto viaggio con la nera immobilità dei fragili corpi in una immagine fotografica che al di là dell’apparente documentazione dell’attimo diventa penitenziale concetto dell’umano esistere. L’Ulisse di Antonio Pugliese è appena approdato gocciolante alla riva di Itaca. L’esperienza del viaggio l’ha cambiato e preme col suo peso sulle sue spalle.Come Salvatore Pepe che, con le sue forme pure ed assolute, racchiude nel quadrato colori piatti e li ordina con rigore formale in ineludibili sequenze segniche, anche Mirella Saluzzo guarda il mondo con occhi geometrizzanti e immagina l’onda della marea. La proietta su lastre di alluminio e incide con acidi  corrosivi il sottile fascino di un’immagine rarefatta.Portare sale al mare porta fortuna. L’inutilità e assurdità del gesto sono compensate dal suo valore simbolico e dalla materia pittorica  che invade con maestria la superficie della tela incrostandola come di cosa navigata e vissuta. (Franco Flaccavento). Il mare di Anna Lambardi è profondo come gli abissi siderali. E’ fatto di silenzio immoto e antico come le vecchie stampe che taglia per formare il collage originario.L’onda dei ricordi giunge alla riva e si fa zolla despota di lacrima in Vincenzo Trapasso e la memoria corre a Melissa e al contadino stremato che zappa in ginocchio asciugandosi il sudore col palmo della mano nera di terra nera.Dal viaggio a ritroso emergono voci lontane e inquietanti.Sono le “Voci del ritorno” di Alfredo Granata che cantano parole misteriose. Epigrafe della memoria perché nessuno dimentichi.In Lucio Perna il bianco è l’essenza che calcifica i ricordi e trasforma in linee e rilievi materici la sua geografia emozionale, imbrigliando il deserto nel gesso perché l’immobilità preservi e il vento non disperda.Lontano – Oltre – Oltre il visibile  l’invisibile, nascosto tra le pieghe della memoria di odori di risvegli, di notti: Tarcisio Pingitore.Una lettera con poche parole di  Giglio Pasotti: ognuno è ciò che si porta dietro. Una valigia, qualche piccola cosa importante: l’immagine di un viso, una foto bambina, una rocchetta di filo per riannodare ricordi.Quelli sdruciti di un brandello di tela che Penelope ha tessuto e conservato (Helene Gritsch). Giorgio Longo e Daniela Miotto ritagliano nella mente angoli di intimità domestica, di foto ingiallite nel fruscio della carta e Pino Lia rifà il viaggio dalla Calabria a Milano con i vinile della sua giovinezza e le canzoni che l’hanno accompagnata e negli occhi le immagini della sua terra.Rebecca Forster stampa su carta e impreziosisce con tocchi sapienti le mappe dell’anima.

“Ora sono qui,

in questo tempo

e in questo spazio

ed io sono il mio passato

il mio presente

e il mio futuro.

Marco Magrini. Le sue sculture piatte e ferrose dove ogni cosa è accompagnata dalla sua ombra. Il suo doppio che non l’abbandona mai. I colori sono gialli come quelli dell’Egitto che ama.Seduttiva è la scia del tempo che lascia le sue impronte , come le foglie di palma di Luce Delhove su un tessuto/relitto rinato a nuova vita. Fondi nero del tempo sono i resti bituminosi, approdo insperato di luce, di Cesare Galluzzo.La storia è fatta di ricordi, lo dimostrano i fondi oro di Salvatore Anelli, presentati nell’edizione grimaldese della mostra, che rimandano ai gotici fondi oro popolati di minute figure della pittura senese.Strati del tempo si accumulano su una tela e si dispongono in ordine a scandire lo spazio, con passo leggero, con tocco sottile nell’opera presentata dall’autore a Vertigo. Il viaggio continua e il labirinto della vita porta, novella favola di Pollicino, alla casa da cui siamo partiti (Nadia Magnabosco). In questo viaggio a volte affiorano i ricordi tristi e traumatici che con il processo di rimozione abbiamo allontanato da noi ed hanno aspetto di uccelli, di forbici che tagliano braccia. Di case fragili come foglie di carta. Tutto questo nel video di Patricia Bueno. Mentre l’animaloide di Tonino Milite riassume passato e futuro, rifacendo la storia dell’uomo, nella sagoma di un animale, stilizzata e geometrica, che scintilla sul fondo scuro di siti cosmici, di là da venire, prosegue il suo viaggio questa mostra che oggi approda alla galleria Vertigo. Perché il suo è il viaggio della vita, rappresentato nella sua precarietà da Luciano Castellano in una scultura, di cui è riprodotto nel disegno qui presentato un particolare, e raccontato nel suo libro di artista da Alfredo Pizzo Greco. 

Mimma Pasqua

TORNARE@ITACA (Milano, Calabria) allo Spazio Tadini di Milano

Le sale  dello Spazio Tadini di via Jommelli 24 a Milano  ospiteranno nei giorni 3- 4 e 5 novembre 2008, alle ore 21, artisti e scrittori  per la conclusione di Tornare@Itaca., manifestazione  itinerante d’arte e letteratura, ideata da Mimma Pasqua, la scorsa primavera proprio nel capoluogo lombardo.

Ispirata da intenti culturali e sociali, Tornare@Itaca si era , poi,  trasferita nei mesi estivi in Calabria,, dove  artisti, narratori e poeti, per diverse serate, avevano incontrato in vari luoghi di quella regione un pubblico attento e partecipe. Tra gli ospiti anche Carmine Abate.

 La Calabria è una regione tra le più difficili d’Italia, ma è anche una terra sorprendente, che ha ispirato grandi pensatori e viaggiatori del passato,  non solo per i suoi maestosi e variegati paesaggi montani e marini. L’intento è di farla conoscere meglio, al di là degli stereotipi, affrontando anche le questioni più difficili. Ecco perché alcuni scrittori calabresi saranno ospiti a Milano nei prossimi giorni.

Attraverso i loro libri entreremo nell’anima di uomini e donne di Calabria, dovunque il destino li abbia portati a vivere, poiché Itaca è il luogo del ritorno e delle emozioni, ma anche il luogo del riscatto e del riconoscimento sociale. Itaca è la Calabria, Itaca è il mondo.

I ventinove artisti presenti, dopo un lavoro di documentazione e riflessione collettiva sul tema, e attraverso installazioni, video, opere scultoree e pittoriche, interpretano il viaggio/ritorno nella geografia delle emozioni. Le loro opere saranno degna cornice per gli incontri con gli scrittori calabresi invitati a Milano.

Insieme a Mimma Pasqua ha curato la parte artistica Franco Gordano, mentre le serate di letteratura sono state preparate da Pierluigi Pedretti. Nella serata inaugurale sarà presente il poeta, scrittore commediografo calabrese Ciccio De Marco il quale leggerà alcune delle sue poesie.

Interventi di Mario De Leo musicista e Gaetano D’Amico attore.

 Gioacchino Criaco (Anime nere, Rubbettino) con Gianmarco Martignoni 

Franco Araniti ( Di quel via vai…D’amore, Città del Sole) con  Pino Polistena

 Mario De Filippis ( Operazione Alarico, Iride-Rubbettino) con Giorgio Boatti