la formazione dell'uno - 150 artisti per l'unità d'Italia

 Tornare@itaca

quinta  edizione

a cura di Fabio De Chirico - Mimma Pasqua - Franco Gordano

VERTIGO ARTE    e    Galleria- Nazionale di Cosenza

 Palazzo Arnone via G.V. Gravina - Cosenza

 artisti partecipanti 

MATTEO ACCARRINO, ANGELO ALIGIA, SALVATORE ANELLI, CLAUDIO ANGIONE, CATERINA ARCURI, KENGIRO AZUMA, ANTONIO BAGLIVO, CALOGERO BARBA, ANGELA BARBERA, GEPPO BARBIERI, ANGELO BARILE, PAOLO BARLUSCONI, BIZHAN BASSIRI, FABRIZIO BELLANCA, LUISA BERGAMINI, ENZO BERSEZIO, TOMASO BINGA, RENATA BOERO, ANNA BOSCHI, SARAH BOWYER, GIANNETTO BRAVI, CARMINE CALVANESE, AMALIA CANGIANO, CARMINE CAPUTO DI ROCCANOVA, DARIO CARMENTANO, LORIANA CASTANO, LUCILLA CATANIA, ENRICO CATTANEO, GIORGIO CELON, SILVIA CIBALDI, LETTERIO CONSIGLIO, GIGI CONTI, FRANCESCO CORREGGIA, GIANCARLO COSTANZO, GIULIANO COTELLESSA, FERRUCCIO D’ANGELO, LUCE DELHOVE, LUIGI DELLATORRE, MARIANGELA DE MARIA, DANILO DE MITRI, GIULIO DE MITRI, TEO DE PALMA, CLAUDIO DE PAOLIS, ANTONIO DE PIETRO, ALESSANDRA DE SANCTIS, ELENA DIACO MAYER, MARCELLO DIOTALLEVI, MATILDE DOMESTICO, SALVATORE DOMINELLI, FERNANDA FEDI, MAVI FERRANDO, SIMONETTA FERRANTE, ARMANDO FETTOLINI, ANNA FINETTI, FRANCO FLACCAVENTO, ANTONIO FOMEZ, ALESSANDRO FONTE, ROSA FOSCHI, NICOLETTA FRIGERIO, MATTEO GALVANO, PINO GIUFFRIDA, LILLO GIULIANA, ALESSANDRO GORDANO, FRANCO GORDANO, ALFREDO GRANATA, GIANFRANCO GROCCIA, FRANCESCO GUERRIERI, RAFFAELE IANNONE, MASSIMO INNOCENTI, ERNESTO JANNINI, IGINIO IURILLI, MASSIMO LAI, ANNA LAMBARDI, ETTORE LE DONNE, GIOVANNI LETO, PINO LIA, FULVIO LONGO, LUCIANO LUPOLETTI, RUGGERO MAGGI, SERAFINO MAIORANO, ALFREDO MAIORINO, SILVIA MANAZZA, BRUNO MANGIATERRA, FRANCESCA MARANETTO GAY, LUCIA MARCUCCI, GIANNI MARUSSI, GHISLAIN MAYAUD, ILER MELIOLI, GIUSEPPE MESTRANGELO, LEILA MIRZAKHARI, ANNALISA MITRANO, MAZIAR MOKHTARI, IGNAZIO MONCADA, GIORDANO MONTORSI, ALBANO MORANDI, MARIA MULAS, MICHELE MUNNO, PIETRO MUSSINI, ANTONIO NOIA, ANGELA. SEPE NOVARA, ALVARO OCCHIPINTI, ANGELA OCCHIPINTI, ELISABETTA PAGANI, VINCENZO PAONESSA, MARIO PARENTELA, LUCA MARIA PATELLA, SALVATORE PEPE, MICHELE PERFETTI, MICHELE PERI, LUCIO PERNA, FERNANDO PIGNATIELLO, LAMBERTO PIGNOTTI, LORENZO PIEMONTI, TARCISIO PINGITORE, NADA PIVETTA, ANTONIO PIZZOLANTE, SHAWNETTE POE, CARLO POZZONI, TIZIANA PRIORI, LOREDANA RACITI, MARIO RACITI, CLOTI RICCIARDI, GIUSEPPINA RIGGI, FIORELLA RIZZO, MARTINA ROBERTS, MARGHERITA LEVO ROSENBERG, MARCO NEREO ROTELLI, GIOVANNI SALA, MIRELLA SALUZZO, GIUSEPPE SALVATORI, ANNA SANTINELLO, LEONARDO SANTOLI, EVELINA SCHATZ, PAOLO SCHIAVOCAMPO, GIANFRANCO SERGIO, STEFANO SODDU, FRANCO SPENA, FAUSTA SQUATRITI, GIULIO TELARICO, ERNESTO TERLIZZI, SILVANO TESSAROLLO, ARMANDO TINNIRELLO, DELFO TINNIRELLO, ANGELO TITONEL, VITTORIO TONON, A. PUJIA VENEZIANO, ARMANDA VERDIRAME, ANTONIO VIOLETTA, FIORENZO ZAFFINA, ROLANDO ZUCCHINI.

 

TUTTE LE OPERE DEGLI ARTISTI CHE HANNO ADERITO AL PROGETTO: LA FORMAZIONE DELL'UNO

 

Ogni ricorrenza, ogni anniversario, trovano la propria ragion d’essere nella memoria, questa ancella quotidiana senza la quale non solo non avremmo passato, ma neanche futuro, e saremmo costretti a vivere un piatto eterno presente. Per questo, gli Uomini, da sempre, amano festeggiare, celebrare i momenti più belli e significativi, sia personali, sia collettivi, della propria esistenza. Tra questi ultimi, suscita particolare emozione e corresponsione quello riguardante la nascita della propria Nazione unita, cioè il momento nel quale si fissano i confini entro cui riconoscersi e le regole entro le quali agire, ancor più se quel momento scaturisce da un moto, una rivolta, una rivoluzione all’odiato ingiusto dominio di una classe, di un uomo o peggio ancora di uno stato straniero. E’, insomma, l’attimo più esaltante, fondante per una comunità che decide di stare insieme sul territorio che la Storia, il destino e il valore dei propri componenti le hanno assegnato. Lo Stato italiano celebra quest’anno la sua conquistata unità dopo secoli di divisioni e decenni di moti, insurrezioni e guerre, per la centocinquantesima volta, in un clima, per la verità, mai così contestato e persino ostile. Negazioni, ripudi, addirittura insulti, oltraggi e revisionismi d’ogni tipo, da quello serio ed equilibrato di alcuni studiosi, che sovente a distanza di tempo porta fatti nuovi, parziali modifiche e interpretazioni diverse dalla storia scritta come sempre dai vincitori, a quelli più biechi, strumentali, spesso folcloristici (quando non menzogneri), che vengono propinati come straordinarie novità che dovrebbero riscrivere, stravolgendole, quelle gesta a proprio uso e consumo. Ma, fortunatamente, gli Italiani, nella stragrande maggioranza, con a capo il loro Presidente, hanno saputo reagire, dando il giusto e rilevante peso a uno degli episodi più gloriosi della giovane vita sociale e politica di una Terra da sempre grande per storia, cultura e ingegno, ma (dopo la caduta dell’Impero Romano d‘Occidente che in qualche modo l’aveva unificata), frantumata, invasa, saccheggiata, sconvolta, litigiosa e infine politicamente quasi inesistente rispetto agli altri Stati moderni, man mano formatisi sotto le grandi monarchie.

Naturalmente, il Centro per l’arte contemporanea Vertigo, che da oltre nove anni opera nella città di Cosenza, interessando artisti, poeti e studiosi da ogni parte del Paese e favorendo scambi di esperienze e aggregazioni culturali significative che investano l’intero territorio nazionale, non poteva non dedicare la quinta edizione della propria rassegna annuale itinerante “Tornare@Itaca” a un avvenimento così memorabile, giovandosi anche della circostanza che la città di Cosenza è depositaria di uno dei tricolori più antichi d’Italia, probabilmente portato da Cipro dai Fratelli Bandiera nella loro sfortunata impresa meridionale (1844), nella quale trovarono la morte per fucilazione proprio nella città bruzia, con prova a carico, tra le altre, proprio quella bandiera. Fotografata e serigrafata nelle sue dimensioni originali, essa è stato spedita a centocinquanta artisti individuati su tutto il territorio nazionale e vicini chi più chi meno all’Associazione, affinché ognuno, in piena libertà espressiva, vi intervenisse sopra, offrendo un segno della sua personale interpretazione. Dalla loro entusiastica risposta è nata una variegata, eterogenea, ma unitaria, appassionata rassegna d’arte contemporanea, di spirito civico e di amore per le proprie radici, omaggio (qualche volta malinconico, scorato, disilluso, ma sempre partecipe) alla propria Nazione e insieme preoccupata esortazione all’Unità e alla vigilanza, che Vertigo offre alla città di Cosenza, a tutti i calabresi e all’intero popolo italiano. 

Franco Gordano

 

LA FORMAZIONE  DELL’UNO

Agosto 2011 – Tornare@Itaca, dedicato quest’anno ai 150 anni dell’Unità d’Italia, è ospitata come sempre nel Palazzo Comunale di Grimaldi per l’Anteprima Meridionale prima di arrivare a Cosenza. Gli artisti hanno lavorato su una serigrafia della bandiera, forse quella che Attilio ed Emilio Bandiera portarono a Cosenza nel 1844, di proprietà del Comune di  Cosenza e in dotazione al Museo dei Brettii e degli Enotri. Salgo la scala che porta all’ultimo piano pensando che è un azzardo portare l’arte moderna in un piccolo centro, ma a chi esprime perplessità dico che può non piacere ma è sempre meglio conoscerla: è un’espressione del nostro tempo. Vado a “controllare” la mostra.Fra il curatore e le opere si stabilisce una corrente di simpatia e appartenenza e questo motiva le mie visite giornaliere.Un’opera mi viene incontro sul primo pianerottolo. Lucio Perna, l’artista, ha lavorato di bisturi sezionando la  stampa serigrafata prima di incollarla su un supporto  ligneo. Il diverso rilievo dato ai quadretti, alcuni emergenti rispetto ad altri, vuole significare il differente livello di sviluppo economico delle regioni del Centro-Nord rispetto a  quelle del Sud. Ha assemblato i frammenti sicché la visione complessiva ricompone l’unità. Porsi di fronte alla bandiera e farla tutt’una col proprio intervento si intuisce non essere stato facile per gli artisti, che dalla riflessione sul presente sono andati alla ricerca delle proprie radici in una dimensione collettiva. E la possibilità di un’analisi critica ha portato all’emersione sofferta di pregiudizi, incomprensioni e conflitti attraverso segni lacerati,  disintegrazioni, appannamenti. Il valore simbolico della bandiera si è così contaminato attraverso un percorso di natura intimistica  e gli artisti hanno marcato il territorio apponendovi  il proprio segno, evidenziando a volte il momento critico che l’ Italia attraversa in cui le forze disgregatrici sembrano acquistare forza e rilievo politico, anche se minoritarie, altre volte riaffermando i valori unitari e fondativi. Il mito dell’eroe che non muore mai è la ragione d’essere dell’immagine di Garibaldi nel lavoro di Giannetto Bravi, mentre il fruscio di una stoffa ruvida al tatto avvolge il  tricolore e rimanda a letti antichi e materassi cuciti a mano con lunghi aghi (Silvia Manazza). Se un alfabeto immaginario ricopre la bandiera con lettere disperse bisognose d’approdo (Marcello Diotallevi) allora si pone in dubbio un’identità non accertata (Giovanni Sala) che si aggroviglia ancor più nel tentativo di ricerca del capo fila (Tiziana Priori). Parole, cantilene, filastrocche convivono con l’Inno e canzoni cantate in coro e poesie e frasi solenni “chi per la Patria muor vissuto è assai” e la lettera di un soldato al fronte (Mario Parentela, Anna Boschi) si fanno memoria e dono sigillato (Giuseppe Salvatori) o deflagrano in acida, sublime follia (Giuliano Cotellessa). E se una bandiera vorticasse nello spazio concentricamente spavalda (Paolo Barlusconi) forse atterrando dolente si  troverebbe impigliata in un baffo lungo e ritorto di un  Vittorio Emanuele a fumetto (Tommaso Binga). Ma se l’Italia d’oggi è berlusconicentrica giochiamo di svelamenti e strappi per ritrovare il senso (Carlo Pozzoni) perché “essere o non essere” questo è il problema (Luca Maria Patella) e se Trinacria è il mio paese (Letterio Consiglio) non cancelliamo l’altro, unico e solo nella nebbia padana (Armando Fettolini), e non togliamogli il cuore svuotato d’amore  (Bruno Mangiaterra) e riaffermiamo un destino (Maria Mulas) offrendogli un fiore (Fausta Squatriti) e,  incidendo nel legno (Mavi Ferrando) perché duri nel tempo, ritroviamo le impronte ed i punti d’incontro in un nero profondo (Stefano Soddu) e tracciamo una pianta e imprigioniamo i frammenti (Armanda Verdirame) e ricuciamo ferite con un filo di spago (Anna Lisa Mitrano), con un velo pietoso (Loriana Castano) e recitiamo poemi di memorie passate (Silvia Cibaldi, Elisabetta Pagani), di serate danzanti e salotti narranti (Evelina Schatz). E spediamo parole con il vecchio corriere su una carta postale di un incerto spessore (Ruggero Maggi) o una foto tagliata di collage delusi con parole non dette (Armando Tinnirello) e con segno deciso affermiamo l’idea con  parole di vento (Kengiro Azuma) o ammantiamo di bianco come coltre piumosa i colori vessillo (Tarcisio Pingitore). Raccontiamoci infine un gran film d’annata, (Salvatore Pepe), un’italica storia. Un bel sogno sognato.

  Mimma Pasqua