FELICE LEVINI

 

 

13 dicembre 2003 - 31 gennaio 2004

ANTARES DUEMILA - SG - 344

Agli inizi della contemporanea ricerca sul linguaggio, dunque negli anni ’60, apparvero delle verità che furono giudicate scomode già allora: il piacere delle immagini, sebbene copia del vero, era molto superiore a qualunque critica si muovesse filosoficamente loro; inoltre si scoprì che la tautologia, ovvero la ripetizione, generava all’atto stesso una differenza ineliminabile ma percorribile artisticamente. Su queste difficili aporie è cresciuta l’opera di Felice Levini. Il piacere della referenzialità delle immagini è stato sabotato con un’adesione pedissequa e falsamente idiota (qui un’altra bella speculazione, un giorno) al titolo dell’opera (I quattro punti cardinali, Il re ecc.); il piacere del conoscere, che è poi un riconoscersi, è stato guastato attraverso una serie di autoritratti sospesi tra l’ironico e il concettuale, tra il ludico e l’escatologico (Saionara, Minatore d’acqua ecc.).

Tutto questo, girato il secolo, in verità serve veramente poco. Finita qualsiasi mitologia costitutiva di un linguaggio analitico, e perciò perfetto, resta il dovere dell’estetica, che ora sembra ineliminabile. Queste opere di Levini invece continuano a generare interesse perché, dietro la speculazione sul linguaggio, troviamo l’indurimento di un uomo che, per tutta la vita, ha indicato qualche altra cosa dietro lo splendore delle metafore e della pointe linguistica. Il suo prestarsi a diventare opera è l’ironia sul piedistallo sul quale verrà posta, il suo consegnarsi corporeo alla storia dell’arte ci fa riflettere sull’inutilità del commento. In queste opere c’è sempre la ricerca di un altrove, invocato con elementi estranei alla percezione quotidiana (voli, dischi extraterrestri ecc.). Tutto questo viene indagato con una sorta di rimpianto per la civiltà del testo, in cui l’opera veniva letta anche guardando il contesto urbano che l’aveva generata. Da tutto ciò emana un forte monito all’approfondimento, oggi ingiustamente fuori moda.

Paolo Aita

 Felice Levini e i cavalieri dell'apocalisse nei locali di Vertigo

 

I CAVALIERI DELL'APOCALISSE

 

ANTARES DUEMILA - SG - 344

eclisse - maschera

 

momenti dell'inaugurazione

 

 

foto : Francomà