Mostra fotografica di Erelin

 

Riflessioni.

I lavori di Erelin, di cui l’artista è l’unico soggetto, introducono, ora, lo specchio come nuovo elemento, aprendo così la visione a una nuova dimensione . A registrare il momento dello scatto non è più solo l’obiettivo della macchina fotografica, ma è lo specchio, posto di fronte, che riflette Erelin nell’atto di fotografarsi, così da creare un ulteriore piano dimensionale, usato  come superficie per tracciare il segno della sua  immagine. Nei nuovi scatti è possibile vedere l’azione scaturita dalla sua performance domestica e solitaria. L’uso di questo nuovo elemento mostra l’artista nell’atto del registrarsi, concentrando l’attenzione sull’atto più che sul risultato. Cosi facendo, Erelin introduce e sperimenta una nuova via di registrazione che crea una dimensione altra con il disegno allo specchio. I diversi piani di rappresentazione conferiscono la molteplicità della stessa immagine vista su diversi livelli che mostrano l’artista mentre sperimenta, nel gioco degli sguardi, la sua figura forse per comprendere in realtà quello che c’è dietro. Il gioco della rappresentazione di se stessa, effettuato attraverso l’autentica esplorazione fotografica ed autobiografica, si basa sulla realtà somatica per arrivare all’estrapolazione della sua realtà interna. Lo studio di Erelin è incentrato sulla capacità del coinvolgimento personale per poi osservarsi con gli occhi dell’altro.

 

 

 

inaugurazione