La Caduta delle Meteorite nelle ore vitali che anticipano la visione
da un progetto condiviso con Bruno Corà
A cura di Ilari Valbonesi. . testo di Bruno Corà
16 Aprile – 10 Giugno 2010
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Specchi solari Galleria VertigoArte Via Rivocati, 63, Cosenza |
Il Guardiano Piazzale Sant’Agostino Complesso Monumentale S. Agostino, Cosenza |
Erme Museo Civico dei Brettii e degli Enotri Complesso Monumentale S. Agostino, Cosenza |
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La Caduta delle Meteoriti nelle ore vitali che anticipano la visione. Le Meteoriti sono sculture che restituiscono in bronzo la forma magmatica della pietra vulcanica. Sono frammenti incandescenti, espulsi o precipitati, particole specchianti di una totalità che si fonde e si articola attraverso singolari coincidenze fortunate. Così la vita del pensiero magmatico si genera e scorre sulla strada a senso unico. Senza sosta né fatica. Dilatandosi all’infinito. Derive permanenti – come vengono poeticamente descritte nel testo di Bruno Corà che accompagna l’erranza dell’opera di Bizhan Bassiri – le meteoriti sopravvengono malgrado ogni contraria previsione”. Ilari Valbonesi
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Vertigo - specchi solari
Meteoriti per Bizhan Bassiri
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di Bruno Corà Giunte dall’infinita latitudine di un pensiero indomito alla deriva permanente le meteoriti: hanno vagato a precipizio nel buio del caso centrando il bersaglio e mostrando in realtà l’esattezza dell’orbita compiuta. Meteoriti, infallibili risoluzioni di forme venute a mente e in atto d’illuminarsi nella fiamma dell’ardito viaggio rischiarate con la scia la tenebra di questo tempo. Ingiustificate presenze agli occhi di molti le meteoriti sopravvengono malgrado ogni contraria previsione. Testimoni frammenti, rivelazione d’integrità ovunque esistita. Meteoriti dai corpi protesi attraversanti il vuoto, il buio, il silenzio di molte coscienze, già prede di sprofondate anestesie senza ritorno. Gravi sentinelle all’inflessibile volontà di congiungere il desiderio alla sorte voi non conoscete né esitazione né morte. Meteoriti, richiamo a costringere lo sguardo di ognuno verso l’alto e indurlo a ricevere come lampo nel firmamento una traccia in memoria permanente. Meteoriti, anche se per un istante a rischiarare costanti dubbi, instabili sentimenti nessuno conosce l’orizzonte della vostra odissea. Ciascuno guarda
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col medesimo indice puntato verso il nuovo prodigio nelle ore vitali che anticipano la visione e osserva delle meteoriti la caduta già avvenuta fino a vedere che è reale il metallo, il volume, la massa, il peso, la forma di un pensiero autore motore incandescente discendente attraverso strati trasparenti davanti ai nostri sensi: Ogni Meteorite è qui nella rapidità dell’invedibile che è anche altrove: tre volte astante simultaneamente puntuale a ieri, a oggi, a domani. “Sidereus Nuncius” di un presente continuo dell’arte che d’ora in ora è ora. Meteoriti, corpi di cui è vano ogni impulso a spiegarne l’entità, estranee forme di un dove incollocabile così prossimo così sconfinato a ciascuno antinature venute dalla luce all’apertura abbagliante varco nell’oscurità del cielo alla cieca erranza del viandante veggente nell’eludere iniqui negoziati col vero dei fatti.
21 maggio 2009
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