Sandra Heinz    Edith Urban    Cora Volz

 

dal 5 al 26 ottobre 2013

presentano

maria und marie

IO SONO UN’ALTRA

 

Le tre artiste tedesche Sandra Heinz,  Edith Urban  e Cora Volz elaborano insieme, anche se su registri diversi, i due ruoli femminili contrapposti, spesso degenerati in cliché: Maria l'innocenza, la santa, la spirituale e Marie la sensuale, la voluttuosa, la seduttrice. In questa prospettiva l’uso della frammentarietà nelle loro opere gioca un ruolo importante. In Sandra Heinz i vestiti rappresentano frammenti di una vita, in Edith Urban i testi emergono solo in quanto frammenti e in Cora Volz la frammentazione della figura modellata è presupposto per una nuova ricomposizione delle parti. Il frammento allude a un ‘tutto’ non più presente. Cora Volz sviluppa nelle sue sculture una nuova interezza che rimane però distante, inaccessibile. Comune a Sandra Heinz e Edith Urban è l’assenza della persona, solo i frammenti sono presenti. Edith Urban si affida alla forza evocativa dei frammenti di testo sovrastanti l’immagine astratta, mentre Sandra Heinz evoca con i vestiti stampati o ispessiti questa strana presenza/assenza della persona.

 

Allestimento mostra in galleria

varie vedute delle opere esposte in mostra a vertigo

 

 

 

 

 

inaugurazione della mostra e  presentazione di Anna Ganeri

 

testo critico di ULRICH MEYER  HUSMAN

Maria e Marie rappresentano esempi di un immaginario differenziato della donna, così come si è andato formando attraverso i secoli sia sul piano sociale che storico. Nei dipinti, nella letteratura religiosa e laica, nella drammaturgia, nei libretti operistici e nei mass media di oggi, emergono figure di donna che incarnano ruoli femminili condensando in sé caratteristiche e comportamenti che da una parte sono diventate modelli guida, dall’altra sono degenerate in cliché. Maria e Marie rappresentano quindi solo simbolicamente due ruoli femminili contrapposti: Maria l'innocenza, la santa, la spirituale e Marie la sensuale, la voluttuosa, la seduttrice: io sono un'altra.

Cora Volz è scultrice. L'oggetto principale del suo lavoro è la testa.  In una prima fase l'artista crea figure femminili in terracotta - busti, ritratti, bassorilievi - molto vicini al modello vivo. I calchi di gesso ottenuti vengono poi ridotti in frammenti e lavorati singolarmente in modo molto specifico con aggiunte di altri materiali. La cosa nuova che ne risulta, grazie ai materiali inseriti, ha un effetto fortemente tattile. Il legame con il ritratto originale della giovane donna persiste ancora, ma l’insieme della scultura o del bassorilievo, con i materiali estranei, crea qualcosa di sovra-individuale.

Sandra Heinz invece sceglie raramente la rappresentazione della persona, attinge piuttosto a quello che le persone si lasciano dietro, come vestiti, scarpe, panni, coperte. Nel caso dei vestiti abbandonati l'artista si fa prendere dalla materialità e matericità delle cose: le stampe ottenute da vestiti e biancheria immersi nel colore o evidenziano nelle strutture a filigrana. Nello stesso tempo sono un ricordo della la persona che li indossava.  Nel caso dei tessuti colorati e ispessiti dal colore diventati  cosi sculture, le persone assenti appaiono in qualche modo ancora presenti.

Nella pittura di Edith Urban scopriamo il ruolo particolare della parola, del testo,  dei frammenti di testo. Riflessioni, dialoghi, dichiarazioni provocatorie ma anche descrittive prese soprattutto da testi letterari vengono iscritti nello strato di colore ancora fluido. In passato l’artista prediligeva uno sfondo monocromatico, mentre adesso lo divide in strisce di colore in cui le parole vengono scritte, ricoperte di colore, lavate via e ancora riscritte. Vengono ripresi pensieri e sentimenti emblematici sempre attuali: il lutto, la speranza, il dolore, la disperazione, l'odio e il desiderio. Spesso sono leggibili solo singole parti del testo, ma  proprio tale frammentarietà nella sua indefinitezza lascia allo osservatore lo spazio per una interpretazione personale.

Tutte e tre le artiste riflettono ruoli femminili ben lontane dagli stereotipo diffusi  dai mass media. In questa prospettiva la frammentarietà nelle loro opere gioca un ruolo importante. In Sandra Heinz i vestiti rappresentano frammenti di una vita, in Edith Urban i testi emergono solo in quanto frammenti e in Cora Volz  la frammentazione della figura modellata è presupposto per una nuova ricomposizione delle parti.

Il frammento allude in modo nascosto o evidente a un ‘tutto’ non piu presente. Solo una, Cora Volz, rappresenta le donne in modo diretto sviluppando una nuova interezza che tuttavia rimane a noi inaccessibile: è la prospettiva di spalle che crea una distanza e quindi rende le figure inavvicinabili. Comune a Sandra Heinz e Edith Urban è l’assenza della persona , solo i frammenti sono presenti. Edith Urban si affida alla forza evocativa dei frammenti  di testo con il loro riferimento esistenziale, mentre Sandra Heinz crea con i vestiti stampati e ispessiti questa presenza stranamente assente delle persone.