VERTIGOARTE

Centro Internazionale per la Cultura e le Arti Visive

presenta

PANOSETTI - PERROTTA - PIETRA - PESCE

Titolo

Gli Altri Italiani

Inaugurazione: Sabato 3 ottobre 2015 - ore 18.30

A cura di Ghislain Mayaud,

In collaborazione con Giorgia Romano direttore della galleria Not’art di Siracusa

 

Omar Panosetti

Diego Perrotta 

Ernesto Pesce

Jorge Pietra

 

 

Con il titolo Gli Altri Italiani, quattro artisti argentini Omar Panosetti, Diego Perrotta Ernesto Pesce e Jorge Pietra, dopo aver esposto le loro opere a Siracusa presso la Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini e la Galleria Not’Art, saranno ospitati nel mese di ottobre presso il centro espositivo di Vertigoarte di Cosenza. Dal popolarissimo Diego Armando Maradona, El  Pide de Oro (il ragazzo d’Oro) a Jorge Mario Bergoglio oggi Papa Francesco o il mitico Ernesto Guevara de la Serna, l’Argentina, figlia del Nuovo Mondo, sbarca a pieno titolo nel vecchio continente. Dopo il surrealismo felino di Leonor Fini o gli affreschi di Delesio Antonio Berni e i dipinti di Benito Quinquela Martin, Ernesto Pesce, Jorge Pietra, Omar Panosetti e Diego Perrotta dirottano e scuotono le invisibili forme delle perpetue oscillazioni dell’universo.

Gli artisti hanno in comune le origini italiane: Il gruppo che qui presentiamo è frutto di questa fusione e mescolanza che realmente s’è fatta nel nuovo continente, dando vita ad una nuova cultura ricca ed originale. Questa mostra costituisce una sorta di ritorno alla terra alle origini. Il recupero di un passato vissuto dai loro padri giunti in America dalle più svariate regioni d’Italia, l’appropriazione di una storia vissuta solo attraverso la memoria ed una “mitologia familiare” hanno costituito il loro immaginario culturale. Jorge Pietra arriva da Siracusa, dal Piemonte giunge invece Ernesto Pesce, dalla Calabria emigrarono gli antenati di Perrotta, mentre quelli di Panosetti vennero da Varese. Questo confluire di energie e di orizzonti diversi in una nuova koiné creativa attesta l’importanza del métissage culturale e trasforma questo gruppo in una metafora dell’integrazione dei popoli.

Poiché da sempre l’arte si nutre di stimoli e suggestioni provenienti da culture diverse, l’opera di questi artisti può costituire allora un esempio della necessità di aprirsi all’altro per trovare linguaggi e strade originali. Tuttavia, nonostante i diversi approcci e l’eclettismo delle opere, riscontriamo nel lavoro esposto un filo conduttore, un legame intrinseco quasi ontologico, che si evince nei segnali manifesti della discendenza italica. Si tratta di segnali impossibili da occultare che affiorano con prepotenza e con desiderio di essere riconosciuti dalla terra delle origini. Panosetti, Perrotta, Pesce e Pietra, artisti ampiamente riconosciuti in Argentina, a cui sono stati attribuiti premi prestigiosi, e che hanno già esposto in mostre importanti in Argentina e all’estero, ritornano alla terra dei propri antenati: per essere riconosciuti ma anche per omaggiare con quanto di meglio posseggono, la loro opera artistica, le origini mitiche del loro universo artistico e culturale.

Ghislain Majaud