Centro Internazionale per la Cultura e le Arti Visive

Via Rivocati 63 - Cosenza

ARTISTI IN MOSTRA

NAVID AZIMI SADJADI - MAZIAR MOKHTARI - NEDA SHAFEE MAGHDDAM MOHAMAD ESKNDARI - ROZITA SHARAF JAHAN - BARIS SARIBAS

NICOLA EVANGELISTI

REFLECTION

a cura di Gianluca Covelli

28 novembre - 28 dicembre 2015

 

 

 

Forme d’immagini riflesse, quelle proposte dalle opere degli otto artisti in mostra che, basandosi sui filosofici principi di tempo, spazio ed esistenza, mirano ad analizzare e a includere i fondamentali cardini della realtà che da sempre li vede coinvolti e li convalida, proiettandoli verso una investigazione concettualmente reattiva che sospinge alla volta di uno spazio sempre più opportuno da affrancare e consolidare. Ancor di più nel campo dell’estetica, implicando appieno la dottrina della conoscenza, indaga l’uso dei sensi traghettato dalle progettuali esperienze dell’arte contemporanea, percepita e guadagnata attraverso l’equilibrata mediazione della forma, attingendo ai parametri dell’esperienza, ai problemi e ai valori connessi all’agire umano. Variabili requisiti dell’essere, dell’operare, del sentire, che generano universali modalità comportamentali che inducono inconsci scambi intellettuali fra i soggetti conquistati, alla riflessa comunicazione eterodossa, in contrasto con l’accettata opinione comune. Riverbero immateriale di una riflessione che porta a considerare le proprietà caratteristiche dei corpi, di omogeneità ed eterogeneità, come il fulcro dal quale prende avvio la ricerca artistica proposta nel mondo d’oggi, quel viaggio esperienziale che si pone a confronto con una vasta e contraddistinta gamma di limiti e sbarramenti ambientali, culturali,sociali e soprattutto geografici. Gli artisti, partendo dal tema curatoriale scelto, sono stati invitati a raccontare, con le loro realizzazioni, l’esperienza vissuta nel decidere e scegliere di spostarsi dal loro paese e dalla loro cultura d’origine, soprattutto, in un momento storico in cui il Vicino Oriente è determinante nelle dinamiche politiche internazionali. L’idea riflessa, tuttavia, non si riferisce tanto al sentire che si prova vivendo in terra straniera, come verrebbe facile pensare, ma all’incontro con un’altra cultura, alla quale ciascuno di loro ha dato l’opportuna conveniente interpretazione. Un sincretico incontro fra diverse emergenze culturali che genera mescolanze, interazioni e fusioni fra elementi ed esperienze del tutto eterogenee, consegnando al fruitore un ricco patrimonio di conoscenze. Si assiste ad una ripetuta commistione, che non mira ad arrivare ad un punto preciso per poi rimanere statica, ma, è un continuo divenire di riflessioni su concetti mai astratti, la percezione di una realtà non contaminata da riflussi positivisti che rimandano ad altre azioni che non siano quelle già vissute in prima persona e da ogni artefice avvertite. Si spera di fornire non solo una piattaforma di supporto e scambio tra gli artisti a livello internazionale ma anche tra gli spettatori gli artisti e le opere in esposizione. Pertanto, il concetto essenziale è quello di liberarsi dall’idea che il fine ultimo dell’arte non sia solo quello estetico, ma, deve interagire, integrandosi, con la società e la nostra vita quotidiana. Gli otto artisti in mostra Navid Azimi Sadjadi, Maziar Mokhtari, Leila Mirzakhani, Neda Shafee Maghaddam, Mohamad Eskandari, Rozita Sharaf Jahan, Baris Saribas, Nicola Evangelisti, si esprimono sulle diversità culturali che intercorrono tra il Vicino Oriente e l’Italia. Palesando come l’incontro tra culture lontane non può confonderci ma, pienamente restituirci lucidità sul presente che si dipana e si srotola davanti a noi, nell’attimo del divenire. Nessuna banalità. Solo rappresentazione di quel comune spaesamento che in realtà può farci scavalcare ogni preconcetta barriera. Una riflessa risposta che da stimolo agli artisti a riavviare un percorso già tracciato nelle loro terre d’origine, l’identità di chi viaggia è un costante divenire, come tutti sappiamo l’unione di due culture non è la somma di entrambe, ma, qui genera un’arte sincretica che si sviluppa dal di dentro, nell’inconscio sentire l’“altro”. 

Gianluca Covelli Storico dell'Arte