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Hidetoshi Nagasawa |
Dal 23 maggio al 30 luglio 2008
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Venerdì 23 maggio 2008 alle ore 18.30, nei locali di Vertigoarte di Via Rivocati n° 63 in Cosenza, si è inaugurata la Mostra di Hidetoshi Nagasawa
Nel grande dibattito sull’estetica di questi ultimi anni, l’opera di Hidetoshi Nagasawa occupa un posto singolare. Se da una parte il Concettuale ci ha abituati ad opere in cui la ricerca sul linguaggio prende il posto dell’estetica, dall’altra una progressiva rarefazione fa ancora sperare un futuro per le ricerche sull’estetica. L’opera di Nagasawa si situa al centro di questo dibattito. Le sue superfici unitarie chiedono il dialogo, e auspicano una riflessione sul medesimo obbligatoriamente di tipo linguistico. Siamo costretti a confrontarci anche con le mutazioni chimiche dei materiali che ci vengono presentati, e percepire ogni intervento su queste superfici anche come un episodio relativo al linguaggio. Dall’altra parte invece c’è un senso del ritmo che per gli occidentali risulta particolarmente seducente, in quanto è perseguito attraverso movimenti compositivi minimi, direi quasi archetipici, poiché sfruttano concetti di base legati per esempio alla simmetria, alla contrapposizione, alla compensazione. Su tutto vince un senso dei materiali esclusivo. Attraverso il cedimento, attraverso l’ascolto del linguaggio muto della materia, Nagasawa riesce a giungere al cuore delle forme che dormono all’interno del materiale. Guardando le sue opere sentiamo che la carta e i metalli finalmente hanno trovato la loro forma e la loro purezza originaria, ed è come se li vedessimo per la prima volta. Per questo motivo la carta può apparire estremamente pesante, coriacea, e il metallo aereo, inconsistente. In questo splendido origami della mente, molto spesso i materiali si presentano in modo inedito, sorprendendo le nostre consuetudini percettive. In questa liberazione delle categorie mentali, che di fronte al lirismo di queste opere finalmente trovano pace e la loro giusta dimensione, tipica della meditazione, si situa la profonda lezione di questo maestro, che ha raggiunto un’essenzialità veramente e perfettamente sospesa tra Oriente e Occidente.
Paolo Aita |
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Nagasawa Hidetoshi
è nato a Tonei, in Manciuria, nel 1940. Alla fine della guerra, dovette fuggire in
Giappone, attraversando il mare in barca, un viaggio molto pericoloso che
segnerà il suo destino e ispirerà un buona parte della sua produzione
artistica, attraverso il tema della barca.
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